Il rifugio intitolato al Mons. Massimo Rinaldi

Rifugio Massimo Rinaldi (Terminillo)


Tetto e finestre rosse per il primo rifugio costruito sul Monte Terminillo. Collocato a 2108 metri di altitudine, è raggiungibile solo a piedi percorrendo il sentiero 401 e da lì alla vetta del Terminillo è un attimo (si fa per dire!).

rifugio cai massimo rinaldi monte terminillo Il rifugio Massimo Rinaldi è inconfondibile, anche per chi non conosce troppo il Terminillo. In cima al Terminilletto con il suo tetto rosso e le finestre dello stesso colore è visibile anche da lontano. Se non ci hai mai fatto caso è perché, passando per Campoforogna, non hai mai alzato lo sguardo al cielo!

È stato il primo rifugio ad essere stato costruito sul massiccio del Terminillo e una tappa miliare dell’alpinismo laziale, sorto ben prima che la Montagna di Roma divenisse meta delle domeniche delle famiglie romane e reatine e che il turismo esplodesse in questa zona.

Collocato a 2108 metri s.l.m., il rifugio Rinaldi ha infatti una storia che risale al 1900. Fortemente voluto dalla sezione CAI di Roma, nella sua prima versione in legno il rifugio fu letteralmente costruito nella capitale per poi essere trasportato a dorso di muli e montato sulla cima del Terminilletto. Era il 1901 e oggi come allora il trasporto di beni e viveri fin lassù è affidato alle spalle dei gestori e ai loro muli.

Il rifugio Massimo Rinaldi è raggiungibile esclusivamente a piedi: non esistono strade per arrivare in auto e la seggiovia non è in funzione da molti anni. Tutto questo lo rende incredibilmente affascinante!

La prima struttura finanziata dalla sezione romana del CAI, dal re Umberto I (da cui prese il nome originario) e dai Ministri del Regio Governo, nonché dai comuni pedemontani, costò circa 7.000 lire e rappresentava all’epoca un gioiello della tecnologia costruttiva in alta quota, tanto da essere premiato con la medaglia d’ora all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1900.

La costruzione di questo rifugio alpino contribuì al significativo aumento delle escursioni sul Monte Terminillo, sopratutto invernali, con pernottamento e salita sulla vetta del Terminillo passando per il Passo del Cavallo.

Dal rifugio Umberto I al rifugio Massimo Rinaldi

Le condizioni del rifugio peggiorarono durante la Seconda Guerra Mondiale, quando crollò parte del muro esterno in pietra. Nel 1947 la situazione peggiorò a causa di alcune riparazioni sommarie che portarono a problemi al tetto.

Nel 1966 dalle macerie del vecchio rifugio ne fu costruito uno nuovo, ma all’esterno identico a quello precedente. Nella ricostruzione furono posate agli angoli della struttura quatto pietre provenienti ognuna dai quattro santuari francescani della Valle Reatina: Greccio, Fonte Colombo, Poggio Bustone e la Foresta.

Il nuovo rifugio fu inaugurato nel 1969 e fu intitolato a Monsignor Massimo Rinaldi, vescovo di Rieti, nella ricorrenza del centenario della sua nascita. A rafforzare il legame tra il rifugio e la figura di Massimo Rinaldi, nel 2002 fu collocato sulla facciata un busto in bronzo del Monsignore realizzato dallo scultore reatino Dino Morsani.

Come raggiungere il rifugio Massimo Rinaldi

L’itinerario che abbiamo scelto noi di Scopri la Sabina per raggiungere il rifugio Massimo Rinaldi ci ha fatto superare in auto il centro abitato di Pian de’ Valli, seguendo la strada statale S.S.4 bis, per poi parcheggiare a Campoforogna in uno slargo sulla destra. Lo individui facilmente visto che di fronte a te troverai due cime con altrettante strutture: a sinistra il Terminilluccio con gli impianti di telecomunicazione a e a destra il Terminilletto con il rifugio Massimo Rinaldi.

Da lì segui il sentiero CAI 401 che è ben visibile, ma non segnalato: sali brevemente il ripido pendio di ghiaie per immetterti sulla strada sovrastante. Attraversa la strada e prosegui lungo la mulattiera che costeggia il versante orientale del Monte Terminilluccio fino alla Sella del Terminilletto. Ora inizia la facile salita al Monte Terminilletto e al rifugio Massimo Rinaldi.

Campoforogna – Sella del Terminilletto – Monte Terminilletto rifugio Massimo Rinaldi

Difficoltà: E
Durata: 2 + 1.30 = 3.30 ore (andata e ritorno)
Dislivello complessivo: 500 metri
Sentieri: 401 (segnavia rosso/bianchi)

Rifugio Massimo Rinaldi: struttura e servizi

Il rifugio Massimo Rinaldi è aperto tutti i giorni nel periodo che va da Giugno a Settembre per pranzo, cena e pernotto, mentre il resto dell’anno apre nel fine settimana solo per gruppi e su prenotazione.

Il rifugio si sviluppa su due piani: al piano terra un piccolo bancone e dei tavoli ti accoglieranno per un rapido break dalla tua escursione o per una pausa più lunga, magari quella del pranzo. Il piano superiore, nel sottotetto, è una grossa camerata organizzata con 14 posti letto.

Attaccate alle pareti del rifugio le foto storiche e quelle di chi è passato di lì, le targhe e i cimeli che raccontano meglio di tante parole la storia di quel posto.

Rifugio Massimo Rinaldi: come prenotare

Per prenotare il tuo pranzo/cena o il tuo pernotto al rifugio Massimo Rinaldi contatta Emanuele al 328/0020775 o in alternativa Claudia al 348/8899307.

Se vuoi dormire al rifugio Massimo Rinaldi ricordati di portare con te un sacco letto o un sacco a pelo. Il sacco letto usa e getta è acquistabile anche in rifugio al costo di 5€.

trekking sul terminillo vetta del terminillo
Trekking sul Terminillo: come raggiungere la vetta!

Dal rifugio Massimo Rinaldi alla vetta del Terminillo

Se vuoi raggiungere la vetta del Terminillo, una delle opzioni è quella di arrivare al rifugio tramite il sentiero CAI 401 che parte da Campoforogna e successivamente proseguire verso la vetta a 2216 metri seguendo le indicazioni.

Sul percorso verso la vetta del Terminillo non abbiamo riscontrato problemi o difficoltà. Il consiglio però è quello di munirsi di un buon paio di scarponcini da trekking con la suola molto aderente e di porre massima cura nell’affrontare i pochi tratti stretti ed esposti. Per chi abbiamo incontrato quel giorno con ai piedi delle sneakers o delle scarpe da ginnastica, il sentiero verso la vetta non è sembrato un grado escursionistico (E), ma ci ha raccontato di forti difficoltà soprattutto al ritorno nei tratti in discesa su ghiaia.

Anche tu hai visitato il rifugio Massimo Rinaldi? Inviaci le tue fotografie, le pubblicheremo in questa pagina e sui nostri profili Social! Contattaci se hai qualche curiosità o vorresti qualche dritta!

Comune di Rieti

Regione: Lazio
Provincia: Rieti
Comune: Rieti
Abitanti: Reatini
Residenti: 47.552
Indirizzo Comune: Piazza Vittorio Emanuele II, 1
CAP: 02100
Latitudine: 42.4026004
Longitudine: 12.860227200000054

Contatti Comune di Rieti

Telefono: 07462871
Email: Scrivi al Comune
Sito Web: Visita il sito del Comune

Santo Patrono di Rieti

Santo Patrono: Santa Barbara
Ricorrenza: 04 dicembre
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Come raggiungere il Rifugio Massimo Rinaldi


Mappa e cartina dettagliata del Rifugio Massimo Rinaldi

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Monte Terminillo - cosa vedere in sabina

Monte Terminillo

Naturalistico
Terminillo - Rieti

La vetta della Sabina, il Monte Terminillo con i suoi 2.217 metri di altitudine è tra le cime più alte del Lazio e fa parte del complesso dei Monti Reatini.

È conosciuto anche con il nome di “Montagna di Roma“, infatti per la sua vicinanza con la Capitale è spesso meta di Romani che lo scelgono per escursioni, gite e – in inverno – per giornate dedicate allo sci.

Il Terminillo divenne una località sciistica a partire dal 1933 quando Mussolini ordinò la costruzione della Strada 4 bis Salaria per il Terminillo, operò che venne ultimata nel 1938.

Venne poi costruita la Funivia e la sciovia delle Carbonaie che entrò in funzione nel gennaio del 1940. Si trattava di una realizzazione del tutto innovativa per l’epoca e fu motivo di vanto per i costruttori.

Il complesso sciistico dispone di 10 piste, con diverse difficoltà, la più alta delle quali arriva a 1.350 metri.

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Rieti - cosa vedere in sabina

Rieti

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Cittaducale - cosa vedere in sabina

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Contigliano - cosa vedere in sabina

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Greccio - cosa vedere in sabina

Greccio

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Insignito del titolo “borghi più belli d’Italia”, Greccio, in provincia di Rieti, è un luogo così particolare che perfino San Francesco ne venne colpito. È qui, infatti, che il Santo diede vita al primo presepe e dove si trova uno dei quattro Santuari della Valle Santa.

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