Il Faggio di San Francesco, monumento naturale alla sua memoria

Faggio di San Francesco


Non solo un albero monumentale rarissimo, ma anche il simbolo della volontà di Dio di proteggere San Francesco nelle sue peregrinazioni nella Valle Santa Reatina. Il Faggio è una delle tappe del Cammino di Francesco.

Faggio di San Francesco
Faggio di San Francesco

Nel cammino di Francesco esiste un piccolo santuario, di fianco a un grande albero, un faggio secolare, dichiarato Monumento Naturale. Siamo a Cepparo, frazione di Rivodutri, in provincia di Rieti.

Qui, racconta la tradizione, Francesco durante una passeggiata nei boschi fu sorpreso da un forte temporale, e questo albero, per volontà di Dio, estese i suoi rami a proteggere il viandante, a costruirgli, intorno, una sorta di capanna – da qui il nome di Capanno di San Francesco con cui l’albero è anche conosciuto.

Questo spiegherebbe la forma inusuale del faggio che, al contrario degli esemplari di questa specie arborea, non si estende in altezza ma crea un intreccio di rami in una forma particolare e suggestiva che corre parallelo al suolo. In tutto il mondo, sono solo due gli esemplari conosciuti che presentano la stessa mutazione (uno in Inghilterra e uno in Nord America) e questo dà la misura della sua straordinarietà.

Cosa lega il Faggio a San Francesco

Il Faggio di San Francesco è ricordato anche per un altro episodio, per certi versi quasi buffo. Infatti, Francesco non aveva denaro, e non poteva accettarne, sicché quando decise di far ferrare gli zoccoli dell’asinello che portava con sé nel suo cammino, chiese aiuto a un maniscalco. Un aiuto che si intendeva gratuito, o almeno così lo riteneva Francesco, che al termine del lavoro si profuse in ringraziamenti. Così tanti e così sentiti, che confusero il povero artigiano, che sulle prime non si rese conto di non aver ricevuto denaro, e rincorse Francesco, che nel frattempo si era allontanato. Lo raggiunse proprio nei pressi del Faggio, e gli chiese il pagamento, o la restituzione dei ferri. Il Santo non aveva denaro, e chiese, gentilmente, all’animale di restituire i manufatti, cosa che, incredibilmente, l’asino fece disinvolto. Ancora oggi, è visibile l’impronta del Santo alla discesa dalla sua cavalcatura, in un’apposita edicola in pietra e legno di fianco alla chiesa.

Sia nell’episodio della tempesta, sia in quello dell’incontro con il maniscalco, ci confrontiamo con racconti della tradizione popolare, che non trovano riscontro nell’agiografia ufficiale del Santo, ma che sono fortemente radicati nelle credenze popolari. Non si tratta di favolette ingenue, ma di circostanze ben più che plausibili: qui, per l’area antistante al faggio, c’era il passaggio obbligato per arrivare nella zona di Rieti oltrepassando l’area paludosa che oggi coincide con i Laghi Lungo e Ripasottile. Da qui, Francesco è sicuramente passato.

Sentieri San Francesco Faggio
Sentieri San Francesco Faggio

Chiesa di San Francesco al Faggio

La Chiesa di San Francesco al Faggio, poco distante dall’albero da cui trae il nome, è nata dalla restaurazione di un antico casale, risalente al XVIII secolo, chiamato Casetta dei Cerchiari, probabilmente in uso dai pastori dell’epoca. La costruzione è stata avviata in occasione del Giubileo del 2000, in ricordo del quale è stata apposta la grande croce posta sul piazzale. All’interno del piccolo edificio, arredato con pietre e legname proveniente dalla terra natia di Francesco, Assisi, 14 formelle in ceramica, realizzate dal pittore Franco Bellardi, rappresentano altrettante scene tratte dal Cantico delle Creature, la famosa laude scritta dal Santo. Un grande Tau in legno è apposto sulla parete esterna della chiesetta, a rievocare un simbolo molto caro a San Francesco.

Il simbolo del TAU, il suo significato per Francesco
Nell’Antico Testamento, il profeta Ezechiele parla del Tau, l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, come del simbolo che, posto sulla fronte dei poveri di Israele, li aveva salvati dallo sterminio. Simbolo, quindi, di salvezza, allo stesso modo viene ripreso anche nel Nuovo Testamento.

Al di là dei profondi significati teologici, la sua forma richiama inequivocabilmente la croce, e i primi cristiani lo adottano. Chi indossa questo simbolo, dichiara la sua appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Francesco e i suoi compagni lo considerano un sigillo, la testimonianza di voler portare la croce su loro stessi e condurre la vita terrena verso la salvezza di quella ultraterrena.

Chiesa di San Francesco al Faggio
Chiesa di San Francesco al Faggio

Il Faggio di San Francesco, perché è importante

Qui non parliamo solo di un luogo caro al cuore del fedele, ma di un’area di grande pregio naturalistico. Come anticipato, sono solo due, i faggi che presentano caratteristiche morfologiche simili a quelle del Faggio di San Francesco, il quale è nel novero dei circa 150 alberi monumentali d’Italia.

Esemplare della specie Fagus Sylvatica, ha una circonferenza di 21 metri, 7 metri di diametro e 6 metri d’altezza. È divenuto inoltre Monumento Naturale con apposito decreto del Presidente della Regione Lazio nel 2008. Per quanto riguarda la datazione, gli studi più accurati parlano di un albero secolare, ma che non supera i 250 anni di età; i fedeli, ma anche gli abitanti della zona, si dicono convinti che sia stato proprio sotto le sue fronde che il Santo abbia trovato riparo, circa 800 anni fa, ma l’ipotesi più accreditata, che concilia scienza, storia e fede, è che Francesco abbia potuto vedere l’antenato di questo albero.

Il luogo si trova a più di 1100 metri sul livello del mare, ed è di grande suggestione, grazie alla forma particolare dell’albero, con le sue fronde ad ombrello e quelli che, più che rami, appaiono come quattro grandi fusti che si diramano dallo stesso ceppo, e lo fanno, incredibilmente, in orizzontale. La loro forma è contorta, in certi punti è quasi una spirale, e il loro legno è chiazzato di macchie verdi di muschio e biancastre di licheni. Il colpo d’occhio è sorprendente, arricchito anche dai rosari, dalle catenine votive che i fedeli appendono ai rami in segno di devozione e rispetto.

Il valore dell’area, naturalistico…

Questo angolo della Sabina è di grande pregio dal punto di vista naturalistico. Probabilmente, nella voglia delle popolazioni locali e dei suoi amministratori di non alterare l’ambiente nella sua fisionomia complessiva, è di certo intervenuto il rispetto per la figura di San Francesco e per il grande amore che questi provava nei confronti del Creato, ai suoi occhi trasposizione terrena della perfezione di Dio.

Poco lontano, la Sorgente di Santa Susanna e la Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile offrono numerosi spunti per escursioni e giornate a contatto con la natura.

Il Faggio di San Francesco costituisce una delle tappe del Cammino di San Francesco – in tutto sono 8 – per un percorso di circa 80 chilometri, che ripercorre il viaggio che egli compì nella Valle Santa di Rieti, fino a Roma.

…e artistico

Nel corso del 2019, nell’ambito di un progetto regionale, la Fondazione Mondo Digitale ha avviato un lavoro, animato dalla scultrice catanese Mariagrazia Pontorno, docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, e gli studenti della zona, denominato “Le radici auree“. È grazie a questo progetto che sono state realizzate tre sculture in bronzo, poste di fianco al sentiero, che rappresentano delle radici. Quasi prolungamenti ideali delle radici, sicuramente estesissime, del Faggio, che sembrano accogliere il pellegrino, e che diventano anche comode panchine per ristorarsi, in vista della ripresa del cammino.

Le tre opere si chiamano, rispettivamente, “Le radici auree #1_Belvedere”, “Le radici auree #2_Sentiero” e “Le radici auree #3_Faggio”. Sono le finiture dorate delle sculture a differenziarle rispetto ai colori della natura, a farle stagliare su uno sfondo con cui pure sono profondamente in sintonia.

Cammino San Francesco Faggio
Cammino San Francesco Faggio

Come raggiungere il Faggio di San Francesco

Una prima raccomandazione! Attenzione a Google Maps, che, mentre noi scriviamo, rimanda a una strada sterrata, di difficile percorrenza, soprattutto in inverno con il ghiaccio.

Consigliamo quindi di arrivare a Rivodutri, e imboccare la strada che passa accanto al Bar Roma, e seguire le indicazioni offerte dai cartelli stradali, percorrendo poi una strada asfaltata – in qualche punto diventa un po’ accidentata, ma è praticabile per qualsiasi auto. Il modo migliore per visitarlo, e rispettare questo luogo, è il percorso pedonale, lungo i sentieri del cammino di Francesco. Un modo per vivere il paesaggio, e non osservarlo solo dal finestrino!

E ora, lasciato il Faggio alle spalle…

… rimettiti subito in cammino! Il viaggio nella Valle Santa Reatina prevede altre tappe che, se non hai ancora toccato, non puoi perdere. Ti aspettano il Santuario di Greccio, il Santuario di Fonte Colombo e il Santuario La Foresta e il Santuario di Poggio Bustone.

Comune di Rivodutri

Regione: Lazio
Provincia: Rieti
Comune: Rivodutri
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Come raggiungere il Faggio di San Francesco


Mappa e cartina dettagliata del Faggio di San Francesco

Cosa vedere qui


Abbiamo selezionato per te i principali luoghi d'interesse, le migliori cose da vedere, le attività e le attrazioni da non perdere!

Chiesa di San Francesco al Faggio - cosa vedere in sabina

Chiesa di San Francesco al Faggio

Religioso

A pochi passi dall’albero a cui deve il suo nome, la Chiesa di San Francesco al Faggio nasce dalla ristrutturazione della Casetta dei Cerchiari, un antico casale del XVIII secolo. Il rifacimento ebbe inizio nel 2000, in occasione del Giubileo.

Cosa vedere nelle vicinanze


Se ti resta del tempo libero, non devi assolutamente perdere la nostra selezione di luoghi da vedere nelle vicinanze!

Santuario di Poggio Bustone - cosa vedere in sabina

Santuario di Poggio Bustone

Religioso

Immerso nel silenzio e nella quiete della Valle Santa Reatina, il Santuario di Poggio Bustone domina il paese e la pianura sottostante con uno splendido colpo d’occhio sui Laghi Lungo e Ripasottile. È questo il primo luogo che accolse San Francesco giunto nella Sabina Reatina ed è qui che il Signore gli perdonò tutti i suoi peccati e gli predisse che il suo messaggio sarebbe diventato grande. Una breve passeggiata nel bosco ti porterà al Sacro Speco.

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Rieti - cosa vedere in sabina

Rieti

Comune della Sabina

L’umbilicus Italiae, ovvero il centro geografico d’Italia, Rieti è stata fin dall’antichità una città importante, crocevia tra i monti Sabini e quelli Reatini. Ricca di testimonianze risalenti anche all’epoca romana come medievale, Rieti è un vero e proprio gioiello del turismo in Sabina.

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Cittaducale - cosa vedere in sabina

Cittaducale

Comune della Sabina

Fondata dagli Angioni nel 1308, è passata dalla provincia de L’Aquila alla provincia di Rieti solo nel 1927. Girovagando per le vie di Cittaducale ti renderai subito conto di quanta storia ci sia in questo piccolo borgo reatino. Scorgerai chiese, portali, torri e palazzi storici ogni volta in cui volgerai lo sguardo in una nuova direzione.

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Contigliano - cosa vedere in sabina

Contigliano

Comune della Sabina

A Contigliano passa il Cammino di San Francesco e la Via Benedicti. Sul territorio di questo borgo – tra i più belli d’Italia – sorge una delle più apprezzate Abbazie Benedettine, l’Abbazia di San Pastore, e l’imponente Collegiata di San Michele Arcangelo. Insomma, un paese che è un concentrato di religiosità!

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Abbazia di Farfa - cosa vedere in sabina

Abbazia di Farfa

Religioso
Via del Monastero, 1 - Farfa (fraz. di Fara in Sabina)
http://www.abbaziadifarfa.it/

Dichiarata nel 1928 monumento nazionale, la celebre Abbazia di Farfa è uno stupendo convento di Benedettini, che fu fondato nel lontano VI secolo. Migliaia i visitatori che ogni anno giungono in questo luogo incantevole per ammirare il monastero e la basilica, veri gioielli di architettura.

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Santuario di Fonte Colombo - cosa vedere in sabina

Santuario di Fonte Colombo

Religioso

Fonte Colombo è uno dei quattro santuari francescani che si trovano sul Cammino di San Francesco nella cosiddetta Valle Santa di Rieti, insieme al Santuario di Greccio, al Santuario della Foresta e al Santuario di Poggio Bustone. Nascosto in un bosco di lecci secolari, sulla costa del Monte Rainiero, il Santuario di Fonte Colombo è il luogo in cui – all’interno del Sacro Speco, la grotta sacra – San Francesco d’Assisi scrisse la regola definitiva del suo Ordine.

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