Come si produce l’olio extravergine di oliva

Come si produce l’olio extravergine di oliva

L’olio di oliva è uno degli ingredienti più antichi esistenti al mondo. Utilizzato dall’uomo dal 6000 a.C. è uno dei componenti principali della cucina.

L’olio d’oliva si distingue come nessun altro. Il processo di ottenimento dell’olio di oliva ha dei passi notevolmente accurati, con l’obiettivo di avere un prodotto di qualità estrema al termine del processo. D’altronde è dall’olivo che si raccoglie l’oliva, il suo frutto, la quale si tradurrà in olio.

Un albero di ulivo può vivere fino a 150 anni, e già da cinque anni di vita comincia a dare i suoi frutti, raggiungendo la migliore produzione verso i 35 anni.

L’olivo comincia a dare frutti in primavera, e la raccolta delle olive può avvenire manualmente o attraverso il sistema in cui l’albero è “scosso”, causando la caduta delle olive su un apposito telo steso a terra. Dopo la raccolta, le olive vengono portate al frantoio.

Fin dall’inizio, i produttori prendono massima cura delle olive. Dal momento che il processo di fermentazione riduce la qualità dell’olio, le olive vengono lavorate entro le 24 ore dalla loro raccolta. In questo modo si evita di avere un olio con troppa elevata acidità.

L’avvio della produzione è dato dal lavaggio delle olive. Quindi, si passa alla macinazione.

L’estrazione può essere effettuata in vari metodi differenti. Il più tradizionale è quello tramite le antiche macine.

L’ultima fase del processo di produzione dell’olio extravergine di oliva è l’immagazzinaggio. Dopo l’estrazione, l’olio è conservato, generalmente in contenitori sigillati ad una temperatura tra 15 e i 18 gradi.

Un olio di qualità è uno che ha poca acidità, un colore naturale e un profumo delicato. Per ogni 1 litro di olio estratto, sono necessari circa 5 kg di olive.

Come scegliere un vero olio extravergine di oliva?

Nel concetto generale del consumatore, per lungo tempo, si è instillata la netta convinzione che l’olio d’oliva sia così perché si tratta di olio d’oliva. Nella realtà, le cose non sono propriamente tali e quali.

Per fortuna, si è sempre più fatta larga, tra i consumatori, la voglia di conoscere sempre meglio il prodotto, le sue differenze, come pure i vantaggi per il proprio benessere, oltre che saper riconoscere anche le differenze di gusti e di utilizzo di questo sacro e vitale frutto di Madre Natura.

Nell’acquistare una bottiglia di olio, perciò, sarebbe più che necessario attenersi ad delle semplici ma utili regole.

In primis diffidare dei cosiddetti oli low cost, i quali potrebbero essere in realtà non veramente veri oli extravergine.

Altro punto è quello di leggere, con maggiore attenzione, le etichette. In questo modo si potranno conoscere le caratteristiche del prodotto, il luogo di produzione e il relativo processo produttivo.

In ultimo, scegliere preferibilmente un olio d’oliva extravergine d’oliva Dop e Igp.

Come difendersi dall’olio extravergine di oliva di bassa qualità? 

Sul mercato vi sono molti tipi di oli. Quindi come scegliere quello giusto per le proprie esigenze?

Solitamente, con il termine olio ci si riferisce al prodotto alimentare, utilizzato come condimento e prodotto con olive. Si tratta di un alimento antico, utilizzato ancora oggi nella cucina classica contemporanea, come pure nella tradizionale dieta mediterranea, ed è anche presente nella maggior parte delle cucine.

Oltre ai benefici per la salute, l’utilizzo dell’olio d’oliva aggiunge sapore al cibo e offre un aroma unico.

Per prima cosa da fare nello scegliere il tipo di olio, è sapere che cosa sia effettivamente l’olio d’oliva. Infatti, siamo talmente abituati alla sua presenza e al suo utilizzo, che quasi ci siamo dimenticati cosa rappresenti nella nostra quotidiana vita. Ecco, perché è davvero importante essere consapevoli delle differenze tra i tipi di olio d’oliva che possiamo trovare nei banconi dei supermercati e sugli scaffali dei vari negozi.

Pur tuttavia, è da notare come, il più delle volte, la scelta di una determinata tipologia di olio da parte del consumatore, è dettata da influenze esterne, come, ad esempio, la pubblicità.

Infatti, in questo tipo di società, ove i ritmi frenetici fanno parte della quotidianità, il soffermarsi sulla differenza tra un tipo di olio e l’altro, quale sia la sua provenienza e altri aspetti che dovrebbero essere considerati, sono valutati invece, in generale, come cose marginali.


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