Storia e tradizione della Giostra Sabina del Gonfalone di Magliano

Storia e tradizione della Giostra Sabina del Gonfalone di Magliano

Grafica: Mattia Iacobelli | Foto: Maurizio Antonelli

Che faccia lo suo ingresso la dama del Gonfalone.

Questa è la frase di rito con cui si dà inizio alla sfilata della Giostra del Gonfalone a Magliano Sabina. Il corteo comunale e le quattro contrade fanno ingresso nella piazza del paese (detta Platea Magna) accompagnati dal gruppo storico dei Musici di Magliano Sabina (nato nel 2009). Lo squillo delle chiarine e il rullo dei tamburi aprono la festa: quattro intensi giorni che coinvolgono tutto il paese, dai più piccoli ai più grandi.

La Dama del Gonfalone e il Signor Podestà sono il simbolo della Giostra. Sul cuscino della dama è cucito l’anello che le contrade si contendono a ogni edizione durante il “Pallio”. Sotto gli occhi della Dama del Gonfalone, del Signor Podestà e del corteo comunale sfilano le quattro contrade.

Le contrade della Giostra del Gonfalone di Magliano Sabina

Quattro contrade ogni anno si contendono la vittoria della Giostra del Gonfalone di Magliano Sabina. Ogni contrada ha una sua Dama all’Anello che fieramente porta in mano il cuscino su cui sono cuciti tutti gli anelli vinti nelle precedenti edizioni. Ad accompagnarla i paggetti, le damigelle, il priore scortato dall’uomo eletto e le coppie di signori.

Sullo stendardo spicca il simbolo che contraddistingue la contrada, contornato dai colori tipici, diversi per ciascuna.

Contrada Valle

Colori: rosso e blu
Simbolo: la torre
Albo delle Vittorie: 1998, 1999, 2004 e 2016

Contrada Piano

Colori: viola e arancio
Simbolo: la bilancia
Albo delle Vittorie: 1994, 1996, 2001, 2003, 2006 e 2018

Contrada Colle

Colori: verde e giallo
Simbolo: le chiavi
Albo delle Vittorie: 1993, 1995 e 2002

Contrada San Giovanni

Colori: bianco e nero
Simbolo: le ossa
Albo delle Vittorie: 2000 e 2015

Giostra Sabina del Gonfalone di Magliano Sabina Giostra Sabina del Gonfalone di Magliano Sabina

I fatti storici all’inizio della Giostra del Gonfalone di Magliano Sabina

Dal Trecento all’Ottocento, la città di Magliano Sabina visse nella particolare condizione di far parte dello Stato Pontificio ma essere di fatto sotto il dominio di Roma. Il suo vassallaggio iniziò, infatti, nel 1311 quando Magliano fu sottomessa al Senato e al Popolo Romano e si protrasse fino al 1847.
Questo vassallaggio venne diviso insieme a Velletri, Tivoli, Cori, Barbarano e Vitorchiano.
Periodicamente Magliano subiva periodiche visite della carica pubblica romana più importante dopo il Senatore: il Conservatore, che ispezionava le terre sottomesse e sedava eventuali ribellioni. Proprio da queste visite parte la rievocazione storica messa in scena dai maglianesi con la Giostra del Gonfalone.
A ritrovare i documenti che raccontano della domenica dell’anello fu Tino Taizzani nell’archivio storico di Magliano Sabina e risalgono al 1558.

La volontà di Luigi Pagliani alle origini dell’attuale festa del Gonfalone

A far rivivere la tradizione della Giostra del Gonfalone fu la volontà di Luigi Pagliani – storico Presidente della Pro Loco di Magliano Sabina e cittadino sempre impegnato – che nel 1968 iniziò a studiare la documentazione storica della festa. Fu grazie a lui e al grande impegno e alla partecipazione dei cittadini che l’anno successivo, nel 1969, il Gonfalone tornò a nuova vita!
Ecco le parole con cui il Consiglio di Amministrazione della Pro Loco di Magliano Sabina il 12 luglio 1968 diede il via alla macchina organizzativa del Gonfalone:
“Una ricerca affannosa, quanto mai fortunata, ci permette di poterci avventurare alla rievocazione storica di un avvenimento che per tanti secoli si è ripetuto nella vita di Magliano, durante il lungo periodo di dominazione della Città di Roma, quale feudo dell’inclino popolo Romano”.

Giostra Sabina del Gonfalone di Magliano Sabina Giostra Sabina del Gonfalone di Magliano Sabina

Le edizioni successive della Giostra del Gonfalone

1993: dopo la rinascita, la Giostra ebbe un nuovo periodo di stop, interrotto proprio in quest’anno. Un’edizione fatta da pochi figuranti, cavalieri da Sacrofano e tamburini da Calvi dell’Umbria per permettere alla Contrada Colle di iscrivere per la prima volta il proprio nome nell’albo d’oro della Giostra.

1994: I personaggi in costume furono 150, i cavalieri erano diventati tutti e cinque maglianesi e venne fondato un gruppo di tamburini ed aperte tre taverne. La vittoria andò a Piano.

1995: In occasione dell’edizione del Cinquecentenario di Magliano città, le sarte del paese realizzarono i primi costumi della festa per un corteo di quasi 200 figuranti. La Mirabili Teatro Societas realizzò una scenografia lignea sulla piazza. La Giostra del Gonfalone durò due settimane, l’edizione più lungo di sempre, con ospiti da tutt’italia compresi i “cugini” di Cori, anch’essi vassalli del Campidoglio. La piazza venne addirittura coperta di sabbia per consentire una corsa in notturna. Il Gonfalone andò ancora una volta a Colle.

1996: per la prima volta appaiono nel corteo le chiarine e torna a conquistare la Giostra la contrada Piano. Il gruppo dei figuranti comincia ad andare in tournèe: sfilate e corse all’anello a Leonessa per il Palio del Velluto, a Rieti per l’incoronazione di Carlo D’Angiò e a Cori.

1998: questo è l’anno in cui – da una costola della Pro Loco – nasce l’Associazione “Giostra del Gonfalone” e la festa finì su Raiuno a Uno Mattina. La vittoria andò a Valle.

1999: La contrada Valle fa suo il simbolo della città. Il corteo viene ricevuto dal Papa Giovanni Paolo II. I figuranti sono 180 e la manifestazione è in formato esportazione, tanto che l’Associazione Giostra del Gonfalone partecipa a rievocazioni in costume a Leonessa, Roccantica, Rieti e Montelibretti.

E così via… fino ad arrivare all’edizione del 2019, come sempre attesissima da tutto il paese di Magliano Sabina. La rievocazione storica con il tradizionale corteo avrà inizio l’11 luglio e culminerà domenica 14 luglio con il Palio dell’Anello.


Un ringraziamento speciale all’organizzazione della Giostra del Gonfalone di Magliano Sabina che ci ha fornito il materiale storico della festa da cui nasce questo articolo.


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